Città e villaggi, Geografia, Taverne

Locanda di Anvy: Il Fiore in Boccio di Isadora e Margherita Elerman

Nel cuore di Anvy, a un passo dal tempio di Fharlanghn e subito accanto al profumato panificio di Roverl Marn e figli, sorgeva una modesta locanda in pietra bianca e a due piani, il cui ingresso a pergolato, in primavera, si arricchiva della fioritura dei glicini violetti e del verdeggiante splendore dell’edera robusta.

Isadora Elerman, una delle due proprietarie, era nota in città per lo spiccato pollice verde, grazie al quale la locanda e i suoi ospiti godevano stagionalmente dei prodotti del piccolo orto sul retro nonché, ovviamente, del piacere delle cascate di fiori lilla, sotto le quali venivano spesso allestite le tavolate per i clienti e per gli amici dei dintorni.

La locanda del Fiore in boccio godeva di una discreta fama, che doveva in maniera equa alle doti da coltivatrice di Isadora e a quelle da cuoca di Margherita, sua cugina nonché socia da oltre dieci anni. Col tempo, le due donne avevano dimostrato all’intera città di non necessitare della presenza di un marito per scendere in affari, e si erano pian piano conquistate l’affetto e la stima dei commercianti vicini, nonché un flusso costante e del tutto soddisfacente di viaggiatori di passaggio ad Anvy. Chi giungeva in città, in cerca di un posto dove sostare comodamente, veniva ormai automaticamente indirizzato verso la piccola locanda in centro, nella quale però non sempre era possibile trovargli un posto.

 

maritime-2373395_1920

Dalle tre finestre, aperte su un lato della taverna, penetravano i morbidi raggi solari, che donavano all’ambiente un aspetto allegro e familiare; complici il pavimento in legno chiarissimo e i tavoli nella stessa tonalità, scelti con cura dalle due donne perché richiamassero le sfumature delle pietre con cui era stata costruita la locanda, diversi decenni prima che la rinnovassero e rendessero propria.

Alle pareti pendevano leggiadre decorazioni di conchiglie e antiche nasse intrecciate, e sul soffitto correvano antiche vele in lino tinteggiate di tenue color ceruleo, a richiamare il moto ondoso più tipico del mare che dell’ambiente fluviale di Anvy. Come raccontò loro Isadora, dopo aver ricambiato la stretta di CJ e Jord e aver provato, invano, a salutare nel medesimo modo il taciturno druido, Margherita veniva da una località marittima, a sud di Irvania, ed era stata lei a portare quell’impronta che profumava di salsedine.

Isadora invece era originaria della cittadina, e a lei il Fiore in Boccio doveva i piccoli vasi di piante aromatiche disposti sui davanzali, così come il pergolato fiorito all’ingresso e l’orto sul retro.

Quando giunsero alla fine della sala, superando il posto del nano e dunque il fulcro dell’attenzione di buona parte dei clienti, ad attenderli sul tavolo tondo e ordinato gli avventurieri trovarono un vaso in vetro colmo di pietre levigate, raccolte sul letto del Drago d’Argento; sul legno chiaro del ripiano un centrino anch’esso azzurrato, che Isadora osservò con affetto, prima di invitare i suoi ospiti a sedersi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...